La crisi dei semiconduttori frena l'automotive: l'ottobre nero delle immatricolazioni

automotive ottobre 2021

I dati dell’Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) parlano chiaro: ottobre 2021 è stato il mensis horribilis dell’automotive. Le immatricolazioni di autovetture e veicoli commerciali sono state di gran lunga inferiori non solo ai livelli pre-pandemia, ma persino inferiori a quelle dello stesso mese del 2020. 

Colpa del Covid? Sì, ma non per i motivi a cui potremmo pensare. 
 

Immatricolazioni di autovetture a picco: -35%

Cominciamo dalle autovetture. 

Ad ottobre 2021 il comparto italiano ha registrato 102585 immatricolazioni di auto, contro le 158250 del 2020 e le 158696 del 2019. 

55000 veicoli in meno, che ammontano rispettivamente ad un calo del -35,2% sul 2020 e del -35,4% sui livelli pre-pandemia (2019). Una debacle clamorosa sulle cui possibili cause entriamo nel merito più sotto. 

Da segnalare tuttavia le buone prestazioni delle elettriche, che hanno visto una crescita rispettivamente del +146,9% sul 2020 e del +653,3% sul 2021

Meno brillanti invece le ibride, le cui immatricolazioni ad ottobre 2021 sono state inferiori a quelle dell’anno precedente (-7,7%), ma comunque nettamente superiori a quelle dello stesso mese del 2019 (+205%). 

Immatricolazioni veicoli commerciali: -19,7% su ottobre 2020

Soffre anche il comparto dei veicoli commerciali (peso fino a 3,5 tonnellate), ancorché in maniera meno grave. 

Ottobre 2021 ha infatti visto un calo delle immatricolazioni rispetto agli stessi periodi dei due anni precedenti, toccando un -12% sul 2019 e quasi un -20% sul 2020 (19,7%).

 

Anche qui un segnale positivo viene dalla crescita di ibrido (+3129,2% sul 2019 e +175,7% sul 2020) ed elettrico (+127% sul 2019 e +175,5% sul 2020).

Mal comune mezzo gaudio, la situazione in Europa

Se Atene piange, Sparta non ride: ottobre è infatti stato un mese piuttosto negativo per il comparto in tutto il continente europeo

Se complessivamente il settore in Italia ha fatto il -35,7% sull’ottobre dell’anno precedente, poco meglio è andata in Francia (-30,7%),  Germania (-34,9%), Regno Unito (-24,6%). Peggio dell’Italia solo Austria (-39,2%) e Lituania (-54,8%). 

Perché l’Automotive soffre

Queste prestazioni scadenti sono in ultima analisi legate ad un'unica causa: la pandemia di Covid-19. Ma non per i motivi cui potremmo pensare. 

Certamente, in un contesto in cui pandemia rialza la testa e in cui nessuno sa davvero quando si ritornerà alla normalità, è normale che i consumatori non si diano alle spese pazze. Come è noto agli economisti, quando hanno una visione incerta o negativa del futuro, le persone tendono a spendere di meno, e a conservare in vista dei periodi di magra. 

Tuttavia questa è solo una parte del quadro. Ben più importante è il ruolo della cosiddetta crisi dei semiconduttori, fondamentali per tutta l’elettronica degli autoveicoli, ma anche per tutti i dispositivi come smartphone, computer, tablet, etc.  

In un contesto di domanda già molto alta, con l’exploit delle criptovalute (che per essere “minate” richiedono hardware molto prestanti), la sempre crescente elettronica di consumo e i veicoli sempre più meccatronici, il Covid ha rappresentato la tempesta perfetta

I lockdown globali hanno infatti sostanzialmente spezzato la catena di approvvigionamento dei semiconduttori aumentandone al contempo la domanda in maniera significativa, con le persone chiuse in casa a utilizzare più dispositivi, per più tempo, per altri scopi oltre allo svago (smartworking). Domanda che è naturalmente aumentata anche lato automotive, con la diffusione di veicoli elettrici e ibridi che per forza di cose necessitano di un’elettronica estremamente complessa e raffinata per funzionare. 

C’è una flessione della domanda per l’automotive (lenita dagli Ecobonus), che si incrocia con la mancanza di offerta. Si compra di meno, e quando si vuole comprare non è detto che i tempi siano brevi.

Di pochi giorni fa è la notizia che Volkswagen ha fermato per una settimana la produzione delle ID.3 e ID.4 negli stabilimenti di Zwickau e Dresda, citando come problema la mancanza di semiconduttori. 








Immagine di copertina: Wikimedia Commons, Automotive di KUKA Systems GmbH (modificato) CC BY-SA 3.0


CONDIVIDI SU

Condividi l'articolo su Facebook Condividi l'articolo su Twitter Condividi l'articolo su Linkedin Condividi l'articolo su Whatsapp